Filippo Lo Piccolo ha pubblicato - negli anni scorsi – in collaborazione con la Fondazione Giovanni Dalle Fabbriche - Multifor ETS e LA BCC ravennate, forlivese e imolese, un suo lavoro dedicato alla storia della Cassa Rurale ed Artigiana di Faenza dal titolo “Dalla Banchina alla Banca dei Soci e del Territorio”, con un interessante focus sulla costituzione negli anni ’80 del secolo scorso, in un piccolo paese sulle colline imolesi, della “Cassa Rurale ed Artigiana di Sassoleone”.
Il contenuto del suo lavoro, sempre attuale, è scaricabile gratuitamente in forma di e-book
Dalla introduzione di Vera Zamagni, già Docente di storia economica e di storia della cooperazione presso l’Università di Bologna
Man mano che si legge il saggio di Lo Piccolo, cresce l’entusiasmo. Come mai? Perché la storia di questa “banchina” è la storia di territori fortunati dove le persone sanno prendere il destino nelle loro mani. Coloro che vivono in questi territori non attendono nell’ignavia e nella rassegnazione che qualcuno decida ciò che è bene sopra le loro teste, ma si mobilitano con sintonia di intenti per dotare i loro territori di quelle infrastrutture economiche senza le quali non si può restare al passo con il progresso.
Ma non è questo l’unico insegnamento che si trae dalla storia qui raccontata.
Un secondo insegnamento è che simili realtà cooperative non sono nate solo nell’Ottocento, ma possono nascere anche oggi.
L’incredibile vicenda della CRA di Sassoleone, sorta nel 1980, ne è testimonianza. Se si avverte forte un bisogno “collettivo” e se c’è disponibilità a spendersi per ottenerlo, si possono superare tutte le difficoltà come è avvenuto a Sassoleone, perché è ancora vero anche nei nostri giorni che “l’unione fa la forza”.





